Pagina Ariel - Nuovo Progetto Sito Archeologia Maurizio

prof. dr. arch. Maurizio Chiavari
Studio di Architettura, Archeologia e Restauro

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Pagina Ariel

ARIEL SHARON
Se parliamo di uomini veri, questo è senz'altro un esempio meraviglioso. Una persona davvero meravigliosa ed eccezionale, come difficilmente se ne trovano. Ariel Sharon, che ho avuto l'immensa fortuna di conoscere personalmente, è stato per diversi anni Primo Ministro dello Stato d'Israele. Persona dalle umili origini ma coltissima e con un finissimo senso della cultura e dei beni archeologici di cui sapeva cogliere la grande importanza. L'ho conosciuto nel 2000, quando lui, già primo ministro israeliano, era in visita per così dire privata al Parco Archeologico del Monte Moriah a Gerusalemme, parco cui ho collaborato alla realizzazione. Si è fermato a parlare con noi archeologi per qualche minuto, interessandosi agli scavi e a quello che eravamo riusciti a riportare alla luce. Non so per quale motivo, ma si è fermato a parlare con me, in inglese, più che con gli altri, forse perché ero italiano o forse per una questione di simpatia, chi lo sa. In ogni caso, abbiamo parlato per diversi minuti e mi ha addirittura invitato, il giorno dopo, nella sua casa sulla Via Dolorosa a Gerusalemme. Invito al quale non potevo certo dire di no. E così è stato. Il giorno dopo, accompagnato da una scorta della polizia israeliana e vestito non certo in maniera formale ma oserei dire molto casual, mi sono recato a casa sua. Molti si sarebbero aspettati una casa faraonica, ma così non era. Una casa semplice e arredata con gusto altrettanto semplice. Mi ha fatto accomodare offrendomi un labna, un tipico dolce ebraico con pesche e petali di rosa. Mi ha chiesto molto dell'Italia e del mio lavoro, al quale come già detto era molto interessato. Non era un tipo molto loquace, in verità, ma i suoi occhi molto mobili e penetranti parlavano più di mille parole. Ariel Sharon era un uomo abbastanza schivo, nonostante la sua carica di Primo Ministro, cosa abbastanza normale per un militare come lui, generale che guidò le truppe israeliane nella guerra del Kippur, che con una mossa tattica sensazionale aggirò le truppe egiziane nel Sinai, prendendole alle spalle e nello stesso tempo puntando direttamente su Il Cairo. Solo la politica internazionale poté fermarlo, con sua grande rabbia, come lui stesso mi ha raccontato. Sono stato a casa sua ben quattro volte, fermandomi per diverse ore. Aveva il curioso soprannome di "Arik", che è un diminutivo di Ariel, e che in ebraico significa  "ascoltare" ed era un maestro in questo. Quando sono stato informato della sua morte. avvenuta l'11 gennaio del 2014, un oceano di ricordi ed un'ondata di grande tristezza mi ha pervaso. Al di là dei colori politici, delle appartenenze ad un popolo o ad un altro, delle convinzioni religiose e tutto quello che si vuole, Ariel Sharon è stato un grande non soltanto della politica del suo Paese ed internazionale: è stato soprattutto un grande uomo, che come diceva lui ha sbagliato spesso, ed ogni sbaglio è stato pagato salato. Lui non era molto religioso, ma aveva una fede incrollabile nel suo popolo e nel futuro del suo popolo. Ariel Sharon, un uomo, un amico.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2020
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