Pagina Yasser - Nuovo Progetto Sito Archeologia Maurizio

prof. dr. arch. Maurizio Chiavari
Studio di Architettura, Archeologia e Restauro

HOME PAGE                 I NOSTRI LAVORI                       CHI SIAMO                      CONTATTI                   RICORDI
Vai ai contenuti

Pagina Yasser

YASSER ARAFAT
Non è affatto facile parlare di questo incredibile quanto strano personaggio. L'ho conosciuto la prima volta sotto una tenda, io ero con una delegazione di archeologi israeliani, inglesi e francesi, invitati proprio da lui, in visita alla località di Ramallah, nei territori occupati della Cisgiordania, che prima della detta occupazione israeliana, facevano parte appunto della Giordania. Proprio lì c'era una specie di villaggio berbero, una ventina di tende beduine e con varie suppellettili, ovviamente tutte in stile arabo. Sotto una tenda, la più grande di tutte, bianca e grigia, c'era un uomo, un palestinese non molto alto e neanche troppo corpulento. Fumava da un narghilè, diciamo un attrezzo per fumare sia tabacco che oppiacei che altre "fragranze", chiamiamole così. Il tizio, con in testa un curioso copricapo a scacchi rossi e bianchi che tutti i presenti lì chiamavano "kefiah", portava solo la giacca di una divisa, con pantaloni arabi bianchi molto larghi, era dotato di due baffi spioventi e di una barba abbastanza pronunciata, soprattutto sul mento ma meno sulle guance. Dopo poco ho chiesto chi fosse il tizio in questione, in quanto sembrava, almeno a me, un capo o giù di lì. Un collega archeologo israeliano, con la voce che sembrava il sibilo di un serpente, mi ha risposto, in perfetto inglese, che il tizio era un terrorista, si chiamava Yasser Arafat, che era palestinese (ma questo si era capito) e che era il capo dell'organizzazione semiterroristica o del tutto terroristica, secondo come si vogliano vedere le cose, di "Al Fatah" che in pratica aspirava alla riunione sotto una sola guida e in un unico territorio di tutti i palestinesi. L'uomo alla cintola portava una pistola e accanto a lui, a terra, c'era posato un mitra. Ad un tratto (vai a capire perché), mi ha guardato intensamente e mi ha chiesto in perfetto inglese chi fossi io e che ci facevo lì. Indubbiamente aveva capito che non ero né inglese, né francese né tantomeno israeliano. Gli ho detto chi ero io, che ero italiano e cosa facevo lì, lavoravo come archeologo così come gli altri colleghi presenti. Mi ha raccontato, (ma io non glielo avevo chiesto) di essere nato a Il Cairo il 24 agosto 1929 e di essere appunto Yasser Arafat, capo delle milizie palestinesi. Diciamo che dopo un po', ma anche questo è un mistero in quanto proprio non so perché, mi ha preso a benvolere e ha cominciato a parlare con me del più e del meno, e mi ha invitato, da quella volta, in diverse riprese alle cene berbere che lui faceva nelle tende beduine, con tanto di bevande scrupolosamente analcoliche. Sono andato, devo dire un po' controvoglia, anche perché avevo il continuo contraltare e chiacchiericcio dei miei colleghi archeologi israeliani che mi sconsigliavano di farlo. Solo una volta, senza avvertire, non sono andato a una di queste cene, e lui ci è rimasto malissimo, ribadendomi che l'ospitalità palestinese è sacra. L'ho ringraziato e chiesto scusa, così sono rimasto in tali buoni rapporto con lui che spesso mi telefonava addirittura da dove si trovava nel mondo e mi chiedeva anche consigli (a me?) sul da farsi. Purtroppo era anche afflitto da una gravissima malattia, ma rimaneva a Ramallah, capitale del "suo" regno palestinese, fino ad arrivare al suo ricovero urgente a Clamart, in Francia, dove poi è morto l'11 novembre del 2004, forse di HIV o di cancro. Non mi aveva mai parlato della sua malattia, nonostante la confidenza che ormai c'era fra noi due, ed anche con la sua famiglia abbastanza numerosa, devo dire. Ma devo riconoscere che una delle sue ultime telefonate l'ha fatta proprio a me. Era un uomo che parlava molto ma concludeva poco, più che altro una figura carismatica e importante nel mondo palestinese. Pace all'anima sua.


Ultimo aggiornamento: ottobre 2020
Sito realizzato con Website X5. Created & powered by Maurizio Chiavari. Tutti i diritti riservati.
Copyright e Trademark 2019-2024.
Qualora si ravvisasse la necessità di prelevare qualsivoglia contenuto dal sito, sia esso testo
e/o immagini, in base alle vigenti leggi occorre specificarne la fonte. Ogni abuso sarà perseguito in sede civile e penale.
Torna ai contenuti